Ecco perché dovresti essere grato anche quando non hai motivo di esserlo

essere grati
Fonte: Tessa Rampersad

Eh sì, la vita non è affatto facile. Alti e bassi, sbalzi d’umore costanti, attimi di felicità minuscoli e periodi lunghi di dolore. Ed ecco che cominciano a frullare in testa pensieri su pensieri, le giornate si fanno pesantemente lunghe e la tristezza regna sovrana. 

Il più delle volte ci sentiamo dire una frase ben specifica che, seppur banale, nasconde un briciolo di verità: “sii grato per ciò che hai anziché pensare a ciò che non hai”. Ed ecco che, improvvisamente, ti sale quella voglia di gridare: “Ma perché dovrei? Mi sta andando tutto male!” 

Eh beh, in effetti – soprattutto durante gli scatti d’ira dovuti a qualsiasi tipo di circostanza negativa – il primo pensiero non è sicuramente quello di pensare alle cose positive. Ci focalizziamo maggiormente su ciò che ci sta rendendo tristi in quel momento e passiamo le nostre giornate buttati sul divano di casa a ingurgitare gelato guardando un film strappalacrime. 

La domanda che ci poniamo insieme a voi, dunque, è: “perché dovremmo essere grati anche quando le circostanze sono tutt’altro che positive?” Ce lo siamo chiesti più e più volte fino a quando ci siamo imbattuti in un articolo di Hui Xin per Foxesden che ha – finalmente – risposto a questa fatidica domanda. 

La tristezza deriva da diversi fattori. Non parliamo solamente di una brutta delusione d’amore. Possiamo essere tristi perché abbiamo perso il lavoro, o ancor più gravemente perché stiamo affrontando un lutto. Insomma, a volte la vita ci prende a pugni e, a quel punto, essere positivi diventa una battaglia.

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Uno dei problemi principali dei momenti di tristezza è il nostro umore. Un brutto periodo ci rende arrabbiati (a volte anche odiosi). Ce la prendiamo con il mondo intero – perfino con il nostro gatto o con il nostro cane – e alla fine finiamo per far allontanare le persone che – seppur pazienti – non sopportano più il nostro brutto caratteraccio. 

Ogni volta che qualcuno ci da un consiglio che va contro il nostro parere personale cominciamo a innervosirci e scatta la solita frase: “non può capire, bisogna attraversarle le cose per poter parlare, come osa?”

«Ho imparato che il nostro dolore non potrà mai essere una scusa per trattare gli altri in modo disumano»

Scrive Hui Xin nel suo articolo. Beh, c’è qualcuno che potrebbe dire il contrario? In realtà chi siamo noi per pensare che quella persona non abbia attraversato il nostro stesso dolore? È sbagliato pensare che siamo gli unici a soffrire. Probabilmente la persona che ci ha dato quel consiglio è la stessa che ci è passata prima di noi.

Nel momento in cui ci rendiamo conto che il dolore fa parte della nostra esistenza e cerchiamo – per quanto possibile – di accettarlo, ecco che arriva poco a poco la gratitudine. E nel momento in cui capiamo che non siamo gli unici a soffrire capiamo di essere “fortunati” ad avere qualcuno accanto che ci capisce. 

«In ogni momento il mondo è pieno di miseria. Dai grandi fallimenti umani legati alla guerra [..], alla sofferenza dovuta alla povertà, alla fame, agli abusi. Ci sono milioni di motivi per essere grati»

Continua Hui Xin e… con parole molto più “crude” e dirette scrive:

«Siate grati di non essere nati in Siria durante la guerra, siate grati di non essere stati venduti a un estraneo con un prezzo, siate grati perché per mangiare non dovete rovistare tra i rifiuti»

Sì, probabilmente il dolore che stiamo attraversando è così devastante che ci riesce difficile persino sopravvivere. “Ma quando pensi a tutto ciò, capisci che esiste una bellezza iridescente di fronte all’ordinario” – scrive la Xin.

Così facendo, potrà nascere dentro di noi il coraggio di realizzare che la vita è migliore vista con quel briciolo di gratitudine in più anziché farci circondare da nuvoloni grigi. Così, quando incombe il dolore, saremo sicuri di non essere gli unici.

Conclude Hui:

«Questa consapevolezza ti renderà gentile: ti renderà saggio, ti farà amare e ti renderà sempre grato.»

Ovviamente non tutti sono d’accordo con la teoria della Xin. Il dolore può essere davvero devastante e non basta pensare a tutto questo per trovare quel briciolo di gratitudine che fa stare meglio.

Ogni persona vive il dolore a modo suo e… se da un lato se ne esce sconfitti, dall’altro lato si esce più forti di prima.

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Redazione

«L’arte di scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole» - Henri Bergson