Golden Globe 2018: chi sono i vincitori e perché le star erano vestite di nero

I vincitori dei Golden Globe
Fonte: Paul Drinkwater/NBCUniversal via Getty Images

Quando si celebrano degli eventi dal calibro così importante come gli Oscar o i Golden Globe non possiamo fare a meno di chiacchierare sugli outfit delle star. A volte discussi, a volte molto, molto apprezzati: sembra che gli stilisti si mettano sempre d’impegno per far divorare i loro abiti dal gossip.

Quest’anno, i Golden Globe 2018 sono stati davvero molto speciali: i divi di Hollywood hanno sfilato sul red carpet sfoggiando dei meravigliosi abiti neri: una scelta particolare che nasconde una meravigliosa iniziativa volta a lanciare un messaggio molto, molto importante contro le molestie sessuali.

In questi ultimi mesi sono usciti allo scoperto svariati dibattiti sulle violenze sessuali che hanno visto protagonista il mondo dello spettacolo, in particolare quelle riguardanti Harvey Weinstein, celebre produttore cinematografico statunitense. Un caso, quest’ultimo, che ci ha lasciato un po’ d’amaro in bocca e che ha dato il via a una serie di rivelazioni non molto piacevoli su molti altri volti dello spettacolo. In Italia, protagonista indiscusso è stato il regista di successo Fausto Brizzi, che in un servizio de Le Iene è stato accusato di molestie sessuali da ben dieci attrici.

Basta molestie! La nascita di Time’s Up!

A volte basta semplicemente far sentire la propria voce e unirla a quella di molte altre per evidenziare le molteplici ingiustizie che si subiscono (in qualsiasi campo). Dopo le ultime rivelazioni di molestie sessuali, le donne di Hollywood (ben 300 tra attrici e altri volti noti, ma anche altre figure importanti come avvocatesse e scrittrici) si sono unite in una meravigliosa iniziativa chiamata Time’s Up per dire basta alle violenze sessuali che le donne (ma anche gli uomini) sono costrette a subire.

Cos’è Time’s Up

La nascita di Time’s Up è stata divulgata tramite una lettera aperta al New York Times e al celebre quotidiano La Opinión. Per l’esattezza, le star hollywoodiane hanno creato un fondo destinato a sostenere legalmente tutte le spese di uomini e donne che, a causa della loro situazione economica, non possono difendersi dalle molestie sessuali subite sul lavoro. Si parla, dunque, di lavoratori agricoli e/o domestici.

In poche ore dal lancio dell’iniziativa sono stati raccolti oltre 13 milioni di dollari, un risultato che ci dimostra che il famoso detto “l’unione fa la forza” non è andato perduto.

Star vestite di nero ai Golden Globe 2018

Dato l’incredibile successo dell’iniziativa, in occasione dei Golden Globe 2018 le star hanno voluto indossare abiti neri per dare un’ulteriore prova di sostegno e per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Questo red carpet, dunque, si allontana dal solito chiacchiericcio su capelli e gioielli e si concentra su un unico obiettivo: far parlare di un qualcosa di davvero importante.

“È un qualcosa di molto più grande che va oltre la classifica dei vestiti migliori” – ha dichiarato la celebre stilista Karla Welch in un’email per la CNN

La Welch è una delle stiliste più acclamate del settore, tra i suoi clienti spiccano nomi importanti come Sarah Paulson, Tracee Ellis Ross e Amy Poehler e ha approvato in maniera davvero molto entusiasta questa idea dei look total black definendola una cosa “potente e meravigliosa”.

Insomma, questa è sicuramente una delle iniziative più straordinarie degli ultimi tempi e ci dimostra che, se usato in maniera altruista, il potere delle star può essere uno strumento davvero forte.

Con la speranza che si vedano molte più iniziative di questo tipo, anche noi diciamo stop alla violenza.

I vincitori dei Golden Globe 2018

Ne approfittiamo dell’occasione per mostrarvi tutti i vincitori dei Golden Globe 2018. Sfogliate la gallery e fateci sapere qual è il vostro preferito!

Laura Dern (miglior attrice non protagonista per una serie tv - Big Little Lies)

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Fonte: Paul Drinkwater/NBCUniversal via Getty Images

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Redazione

«L’arte di scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole» - Henri Bergson