Maya Angelou: Google le dedica un emozionante doodle animato

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Fonte: Web

Oggi, 4 aprile 2018, la grandiosa Maya Angelou avrebbe compiuto 90 anni. Una donna meravigliosa, così come lo erano le sue poesie, che esalò il suo ultimo respiro il 24 maggio 2014 lasciandoci in eredità una vastità di opere che rimarranno per sempre nella storia.

Chi è Maya Angelou

Maya Angelou – cui vero nome era Marguerite Ann Johnson – nacque a St. Louis, nel Missouri, il 4 aprile 1928. Era un’autrice, poetessa, storica, cantautrice, drammaturga, ballerina, sceneggiatrice, regista, performer, cantante e attivista per i diritti civili afroamericana.

È conosciuta soprattutto per i suoi sette libri autobiografici: Mom & Me & Mom (Random House, 2013); Lettera a mia figlia (Random House, 2008); Tutti i figli di Dio hanno bisogno di scarpe da viaggio (Random House, 1986); The Heart of a Woman (Random House, 1981); Singin’ and Swingin’ and Gettin’ Merry Like Christmas (Random House, 1976); Gather Together in My Name (Random House, 1974); e Io so perchè canta l’uccello in gabbia (Random House, 1969).

Tra i suoi volumi di poesia ricordiamo A Brave and Startling Truth (Random House, 1995); The Complete Collected Poems of Maya Angelou (Random House, 1994); Wouldn’t Take Nothing for My Journey Now (Random House, 1993); I Shall Not Be Moved (Random House, 1990); Shaker, Why Don’t You Sing? (Random House, 1983); Oh Pray My Wings Are Gonna Fit Me Well (Random House, 1975); e Just Give Me a Cool Drink of Water ‘fore I Diiie (Random House, 1971).

Nel 1959, su richiesta di Martin Luther King Jr., Maya divenne coordinatrice dell’associazione per i diritti civili Southern Christian Leadership Conference e, dal 1961 al 1962, fu redattrice associata dell’unico settimanale in lingua inglese del Medio Oriente: The Arab Observer al Cairo, in Egitto. Dal 1964 al 1966 fu redattrice dell’African Review ad Accra, in Ghana.

Maya tornò negli Stati Uniti nel 1974 e, nel 1982, accettò un incarico a vita come professoressa di studi americani alla Wake Forest University a Winston-Salem, nel North Carolina. Nel 1993, scrisse e consegnò una poesia intitolata On the Pulse of the Morning all’inaugurazione del presidente Bill Clinton su richiesta di quest’ultimo. Nel 2000 ricevette la National Medal of Arts e nel 2010 le venne conferita la Medaglia presidenziale della libertà dall’allora Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Maya fu in assoluto la prima regista nera di Hollywood e scrisse, produsse, diresse e interpretò produzioni per il teatro, per il cinema e per la televisione. Nel 1971, scrisse la sceneggiatura originale e la colonna sonora per il film Georgia, Georgia e fu autrice e produttrice esecutiva della miniserie televisiva Three Way Choice.

Maya scrisse e produsse anche numerosi documentari vincitori di premi tra cui African-Americans in the Arts e uno speciale PBS per il quale ricevette il Golden Eagle Award. Inoltre, fu nominata per ben due volte al Tony Award per la recitazione: una volta per il suo debutto a Broadway in Look Away (1973), e la seconda volta per la sua performance in Roots (1977).

Nonostante questi meravigliosi successi, però, Maya dovette faticare molto per raggiungere i suoi traguardi. Essendo stata una ragazza madre, infatti, dovette darsi da fare svolgendo anche i lavori più umili, dalla cameriera alla guidatrice di tram.

Maya morì il 28 maggio 2014 a Winston-Salem, nel North Carolina, aveva 86 anni.

«Una delle luci più splendenti dei nostri tempi, una donna veramente fenomenale che ci ha ispirato. Nel corso della sua vita, Maya è stata molte cose e la sua voce ha aiutato generazioni di americani a trovare il loro arcobaleno fra le nuvole, ci ha ispirato. Ha ispirato mia madre a chiamare mia sorella Maya» Barack Obama

Il doodle di Google in onore di Maya Angelou

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Fonte: Google

Oggi, a distanza di 90 anni dalla sua nascita e a distanza di 4 anni dalla sua morte, Google ha voluto onorare la memoria di Maya Angelou con un meraviglioso doodle animato che ci ricorda una delle sue poesie più belle in assoluto: Eppure mi rialzo.

«Puoi infangarmi nella storia
con le tue amare, contorte bugie.
Puoi schiacciarmi nella terra
ma, come la polvere, io mi rialzo.

La mia sfacciataggine ti disturba?
Perché sei afflitto dallo sconforto?
Perché cammino come se avessi pozzi di petrolio
che pompano nel mio salotto.

Proprio come le lune e i soli,
con la certezza delle maree,
come le speranze che volano alte,
io mi rialzo.

Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Spalle cadenti come lacrime,
indebolite dai pianti della mia anima?

La mia immodestia ti offende?
Non te la prendere così tanto
solo perché io rido come se avessi miniere d’oro
scavate nel mio giardino

Puoi ferirmi con le tue parole,
puoi trafiggermi con i tuoi sguardi,
puoi uccidermi con il tuo odio,
eppure, come la vita, io mi rialzo.

La mia sensualità ti disturba?
Ti coglie di sorpresa
Che io danzi come se avessi diamanti
alla confluenza delle mie cosce?

Dalle capanne della storia ignobile
io mi rialzo.
Da un passato radicato nel dolore
io mi rialzo.
Sono un oceano nero, impetuoso e vasto
che traboccante e gonfio avanza con la marea.

Lasciandomi indietro notti di terrore e paura
io mi rialzo
in un nuovo giorno miracolosamente chiaro
Io mi rialzo
Portando i doni lasciati dai miei antenati,
sono la speranza e il sogno dello schiavo.
E così mi rialzo,
mi rialzo
mi rialzo»

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Redazione

«L’arte di scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole» - Henri Bergson